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    Coronavirus: aggiornamento sull’ industria aerospaziale

    coronavirus industria aerospaziale

    Vi avevamo già parlato il mese scorso delle conseguenze del coronavirus sull’industria aersopaziale. Col proseguire di un’emergenza sanitaria che tende sempre più a trasformarsi in economica e sociale non mancano gli aggiornamenti anche per questo settore.

    Per quanto riguarda alcune delle attività più urgenti, seppur con qualche ritardo si è riusciti a rispettare il programma. Nello specifico i rientri e i lanci da e per la ISS sono avvenuti in tutta sicurezza e si inizia già a programmare il futuro. NASA e Space X hanno infatti annunciato il primo lancio di astronauti verso la ISS con la nuova Crew Dragon di Space X.
    La stessa azienda di Elon Musk è anche riuscita a completare due lanci di satelliti della flotta Starlink.

    La situazione cinese

    Come vi avevamo anticipato, la CNSA ha continuato a lavorare a ritmi abbastanza elevati anche durante il lockdown. In particolare l’ obbiettivo è rimasto quello di preparare la missione Huoxing-1  entro il 2021, anno del centenario del Partito Comunista Cinese. In queste ore, a tal proposito è atteso l’annuncio del logo della missione.

    ESA: parziali riaperture ma continuano i ritardi

    L’ agenzia spaziale Europea lo scorso 24 Marzo aveva annunciato lo stand-by di alcune sue missioni a causa dell’ impossibilità da parte del personale di raggiungere i centri di controllo. Infatti uno degli operatori del centro di Darmstadt era stato testato positivo al Covid. Il 2 Aprile la stessa agenzia ha deciso di riprendere le operazioni anche in virtù degli accertamenti e dei test svolti sul personale.

    In questa foto di una Control Room del Centro di Controllo di Oberpfaffenhofen si nota come gli ampi spazi delle stanze permettano di mantenere la distanza di sicurezza senza difficoltà.
    Fonte: ESA

    La NASA e l’ industria aerospaziale statunitense col coronavirus

    Oltreoceano l’emergenza coronavirus è arrivata con qualche settimana di ritardo rispetto all’Europa ma anche lì l’industria aerospaziale non è rimasta immune. Dall’ ultima volta che vi abbiamo raccontato la situazione, alla lista dei centri NASA che avevano raggiunto lo Stage 4 di prevenzione si è aggiunto anche il Marshall Centre.

    Intanto sono avvenuti nei giorni scorsi i test di bilanciamento del rover Perseverance sulla cui partenza entro l’ anno sono sorti dei dubbi a seguito dell’ emergenza Coronavirus. In attesa di annunci ufficiali, solo il tempo potrà dirci se nonostante l’ organico ridotto i tecnici della NASA riusciranno a preparare in tempo la missione.

    Intanto sulla nostra pagina Facebook vi abbiamo parlato di come gli ingegneri che gestiscono il rover Curiosity si siano dovuti adattare a lavorare in questa situazione. Costretti a casa per rispettare le norme di distanziamento sociale, hanno dovuto accontentarsi dei propri laptop per la gestione di operazione che generalmente necessitano degli hardware potentissimi della NASA.

    Al fine di ridurre i calcoli da dare in pasto al PC, hanno scelto di sostituire i visori VR coi quali generalmente studiano l’ area circostante il rover con degli occhiali 3D del tutto simili a quelli che si usano al cinema. Come se non bastasse, anche le intense riunioni nelle quali generalmente si scelgono i prossimi movimenti dei bracci di rover sono dovute diventare telematiche. E così tra videoconferenze e chat di gruppo su Whatsapp si decide come muovere un oggetto a più di 200milioni di km da casa.

    coronavirus industria aerospaziale
    Alcuni ingegneri a lavoro dalle proprie postazioni casalinghe
    Fonte: NASA

    Anche le industrie private si adeguano ai tempi, e così anche Space X e Virgin Orbit hanno deciso di mettere le proprie menti e i propri mezzi di produzione a disposizione della comunità. L’ azienda di Elon Musk (che ha messo anche gli ingegneri di Tesla a realizzare respiratori per i malati) si è messa a produrre igienizzante per le mani e visiere protettive. A queste ultime sta lavorando lo stesso team che realizza i caschi spaziali che saranno usati sulla Crew Dragon. Virgin Orbit, invece, si sta dedicando alla realizzazione di ventilatori polmonari ed è in attesa dell’ autorizzazione della Food and Drug administation americana.

    Fonti: NASA, ESA, SpaceNews

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