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    Il rapporto DebitoPil inglese ha superato il 100% per la prima volta

    rapporto debitopil regno unito

    DebitoPil: un rapporto caro al nostro Paese, in tutti i sensi. A fare notizia, stavolta, non è stata l’Italia.

    La prima volta da 50 anni

    Il rapporto DebitoPil nel Regno Unito ha raggiunto il 100,9%. A dirlo è l’Ons (Office of National Statistics) inglese che ha registrato il balzo del rapporto DebitoPil per la prima volta dal 1963. In quell’anno, infatti, si era comunque registrata la caduta del rapporto DebitoPil dal 258% raggiunto nel secondo dopoguerra. Il picco raggiunto a Maggio 2020 è, chiaramente, il risultato di ciò che il Covid-19 ha causato all’economia.

    In particolare, l’economia inglese ha raggiunto questo risultato a causa del crollo delle entrate fiscali e l’enorme richiesta di prestiti da parte del governo centrale. Vediamo nel dettaglio.

    L’impatto del Covid-19 sul rapporto DebitoPil

    Il coronavirus, stando a quello che riporta l’Ons, ha portato avanti la tendenza, per il governo centrale, una ingente richiesta di prestiti: solo nel mese di Maggio, infatti, c’è stata richiesta per circa 55 miliardi. L’OBR ( Office for Budget Responsibility’s) ha infatti dichiarato che in questo anno fiscale, ossia Aprile 2020 Marzo 2021, la somma totale di prestiti richiesti potrebbbe aggirarsi intorno ai 294 miliardi, circa il quintuplo dello scorso anno.

    “We will manage our finances as prudently and as sensibly as we can”

    Le spese del governo centrale

    Il rapporto DebitoPil è chiaramente influenzato da come il governo centrale decide di allocare le risorse: e qui torniamo, ancora, al Covid-19. La pandemia ha causato un forte aumento della spesa da parte del governo centrale in tema di salute pubblica e di sussidi ai lavoratori. Quali sono, nel dettaglio, queste misure?

    • Self Employment Income Support Scheme (SEISS): una misura che garantisce ai lavoratori una somma fino a 7.500 sterline;
    • Coronavirus Job Retention Scheme (CJRS): una misura per i datori di lavoro che, così, hanno la facoltà di richiedere “aiuti” per coprire fino all’80% dei salari dei propri lavoratori;
    • Coronavirus Job Retention Scheme (CJRS): in questo caso, il governo centrale, va a sostenere banche o istituti finanziari nella loro attività principale ossia la concessione di credito alle SMEs ( le nostre PMI) con un “four-year funding” apposito;
    • Train Operating Companies (TOCs) under Emergency Measure Agreements (EMAs): misure a supporto del trasporto ferroviario che, ovviamente, ha subito un forte calo durante la pandemia. In particolare, l’ONS riporta che questa misura sospende temporaneamente il normale “ciclo finanziario” delle società di trasporti addossando tutti i rischi e costi sulle spalle del governo. 

    Le previsioni sull’andamento futuro del rapporto DebitoPil

    L’ONS spiega anche che, come sempre, i dati previsti spesso non coincidono con quelli che poi effettivamente si realizzano. Infatti, l’OBR ha rivisto alcune sue stime sui mesi precedenti: ad Aprile e Marzo le stime sui sussidi ai lavorati sono stati inferiori alle stime rispettivamente di 3,5 e 3 miliardi. Questo lascia la speranza che i dati prodotti per i prossimi mesi, possano effettivamente migliorare? Intanto, sull’evoluzione del rapporto DebitoPil si parla già di un nuovo picco che tendenzialmente dovrebbe arrivare a Settembre: si stima che possa arrivare al 111%.

    rapporto DebitoPil al 100%

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