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    Beirut: violente esplosioni al porto, cosa è successo davvero? Facciamo chiarezza

    Nel pomeriggio di ieri 4 agosto, due violentissime esplosioni con impressionanti onde d’urto hanno scosso Beirut. Nella zona portuale della capitale libanese, secondo i media locali, ci sarebbero almeno una settantina di morti e migliaia di feriti, con più di 30 squadre della Croce rossa libanese impegnate sul campo. Analizziamo in questo articolo le prime indiscrezioni e una delle cause più quotate, ovvero la scorretta detenzione di nitrato di ammonio, noto esplosivo.

    Il fatto: l’esplosione improvvisa e le prime ipotesi

    Come possiamo ossevare in uno dei video amatoriali girati dai locali, le due esplosioni sono state violentissime e quasi consecutive. Impressionanti le due onde d’urto che hanno portato devastazione per kilometri. Morti e feriti sono in costante aumento, alle 23.30 italiane si parlava di almeno 70 fra i primi e più di 2700 fra i secondi, ma sono numeri purtroppo provvisori. Gli elicotteri sono costantemente in volo per cercare di sedare le fiamme che divorano la zona, con conseguente pericolo di altre esplosioni. Gli ospedali sono al collasso, e per oggi 5 agosto è stato proclamato il lutto nazionale. Inizialmente l’opinione comune era diretta verso l’ipotesi attentato. Teoria presto abbandonata in favore di quella di un’esplosione dovuta alla mala gestione di sostanze potenzialmente esplosive, sequestrate in precendenza da una nave. Una terza e -per il momento- ultima ipotesi, è quella dell’esplosione all’interno di una fabbrica di fuochi d’artificio nei pressi del porto.

    La nube di fumo rossastra derivante dalle esplosioni
    La nube di fumo rossastra derivante dalle esplosioni

    Analizziamo le possibili cause delle esplosioni

    Come sempre quando si parla di scienza, molte testate giornalistiche non specializzate si prodigano nel confondere le idee dei lettori. La corsa a “indovina cosa è esploso” non risparmia quasi nessuno: siamo passati dal nitrato di sodio a quello di ammonio etc. La verità è che in zone portuali et similar, dove il traffico di merci è intenso, l’applicazione del metodo scientifico è più del solito necessaria per arrivare a qualunque conclusione sensata. I fatti che si possono analizzare per ora, sono molto imprecisi, il colore dei fumi era nella prima esplosione era tendente al rosso carminio, che per esempio è il colore del litio al saggio alla fiamma. Nella seconda invece, il colore dei fumi era giallo-arancio, abbastanza simile al colore della fiamma da sodio. È chiaro quindi che salvo ulteriori analisi, vista la verità di composti in commercio, di sintesi e non, non possiamo ancora avere certezze. È molto probabile comunque che si tratti di più sostanze, con possibili reazioni a catena.

    Nitrato di ammonio: una delle possibili cause delle esplosioni

    Seppur si parli ancora di ipotesi da verificare, il Responsabile della Sicurezza Nazionale ha da poco rilasciato una dichiarazione molto importante. Si parlerebbe infatti di detenzione scorretta di nitrato di ammonio, una sostanza altamente esplosiva impiegata in agricoltura, e soggetta a discrete limitazioni nel trasporto e nello stoccaggio, vista la sua pericolosità. Secondo le dichiarazioni del responsabile, ne sarebbero esplose circa 2700 tonnellate, per un impatto paragonabile a quello di un terremoto di Magnitudo 4.5. Sempre dalle dichiarazioni del responsabile, emerge che il nitrato di ammonio immagazzinato nell’hangar 12, fosse frutto di un sequestro avvenuto l’anno prima nel porto. È evidente che questa ipotesi fosse confermata, le conseguenze per chi ha negligentemente trascurato le norme per lo stoccaggio relative a tempi così lunghi sarebbero pesanti.

    La desolazione dopo le esplosioni. Credits: SkyTG24

    Chimica del nitrato di ammonio

    Il n. di ammonio è un sale con formula chimica NH⁴NO³. Il suo comportamento chimico è notevole se si considera l’elevata propensione ad ossidare. Questa proprietà lo rende molto reattivo nei confronti di parecchie sostanze organiche. In più alto stato fuso scioglie numerosi metalli ed ossidi metallici, con probabilissimo decorso esplosivo. Sono chiaramente caratteristiche che impongono stoccaggio e conservazione molto accurati, soprattutto in aree come quelle portuali. Il nitrato di ammonio può generare esplosioni anche in caso di pressioni o temperatura non conformi, altro motivo per conservarlo con particolare attenzione. Ne deriva, che per quanto riguarda le direttive nel trasporto di questo composto abbiamo: evitare il contatto con sostanze estranee e fonti di calore. Al saggio alla fiamma risulta un colore giallastro, compatibile almeno in parte con il caso in esame. Per quanto riguarda l’utilizzo comune il nitrato di ammonio è largamente impiegato in agricoltura come fertilizzante e nell’industria degli esplosivi, oltre che nella produzione di ghiaccio secco.

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