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    Covid19: la distanza percorsa dalla saliva in caso di vento. Sono sufficienti due metri di distanziamento?

    distanza saliva vento covid

    Una delle norme più discusse dell’emergenza covid19 è sicuramente l’utilizzo della mascherina. Il web si è diviso in due nette categorie: le persone che si affidano alla scienza e coloro che tentano di confutarla, asserendo che la mascherina sarebbe inutile e dannosa. Naturalmente, tutte le regole indicateci da Febbraio sono risultate necessarie a contenere il contagio della pandemia. Infatti, la mascherina evita lo spargersi nell’aria, a lunga distanza, delle molecole di saliva che emaniamo a seguito di uno starnuto, di un colpo di tosse, o semplicemente quando chiacchiariamo. In linea generale sembra che i due metri di distanziamento siano sufficienti per metterci al sicuro da un eventuale contagio del covid19, anche se c’è da sottolineare che la distanza percorsa dalla saliva dipende da numerosi fattori. Dall’Università di Nicosia, a Cipro, giunge una notizia relativa all’influenza del vento sulla distanza che può percorrere la saliva. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Physics of Fluids da Talib Dbouk e Dimitris Drikakis.

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    Credits: AIP.SCITATION.ORG

    Influenza del vento sulla distanza percorsa dalla saliva

    Lo studio condotto a Cipro rivela che il vento leggero, con una velocità compresa tra i 4 e i 15 km/h, può trasportare la saliva fino a 6 metri di distanza in 5 secondi, muovendosi, quindi, ad una velocità di 4.32 km/h. In laboratorio hanno valutato 1000 goccioline emesse da colpi di tosse, a 20°C e in condizioni di umidità relativa pari al 50%. I parametri da considerare per la saliva per questo genere di studi, infatti, sono diversi: umidità, forza di dispersione, interazioni fra le molecole di saliva e l’aria. Drikakis informa, però, che sono necessari ulteriori approfondimenti per determinare l’effetto della temperatura del suolo sul comportamento della saliva nell’aria e per esaminare come, negli ambienti interni, l’aria condizionata possa influenzare il movimento delle particelle di saliva e influenzare, di conseguenza, il contagio del covid19. L’aumento della velocità del vento, invece, sembra giocare a nostro favore. Lo stesso studio, infatti, rivela che superati i 15 km/h le goccioline di saliva si allontanino più velocemente e che si disperdano in soli 1,6 secondi; l’evaporazione, poi, è accompagnata da una riduzione di massa delle goccioline di saliva. La nuvola di gas multifase, che viene a crearsi a seguito dell’emissione di saliva, si allunga, rimanendo più alta, con goccioline che vanno al di sopra dell’altezza della bocca, tutelandoci dal covid19. Pertanto, nonostante lo studio riveli che il vento trasporta più facilmente le particelle, se sufficientemente forte quest’ultimo, farà sì che le particella si disperdano evaporando.

    In assenza di vento invece?

    In condizioni di aria calma, quindi in assenza di vento, le goccioline di saliva percorrono una distanza molto inferiore a quella indicata poc’anzi. Sembra, infatti, che i due metri di distanziamento imposti dal governo siano più che sufficienti a tutelarci dal covid, in quanto, normalmente dopo 49 secondi dal colpo di tosse tutte le goccioline di saliva non superino la distanza orizzontale di 1 metro dalla bocca. Comunque, anche in questo caso, si devono valutare i diversi fattori esterni di pressione, umidità, temperatura, ecc. Drikakis sottolinea, inoltre, che la nube di goccioline ha un impatto differente in base all’altezza della persona che è di fronte a chi tossisce: “Adulti di bassa statura e bambini potrebbero essere a maggior rischio, se si trovano all’interno della traiettoria delle goccioline di saliva”. 

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