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    Cina: vaccino inoculato a migliaia di persone, ma ancora in fase sperimentale

    Cina somministra vaccino prima della fine della sperimentazione

    La Cina ha somministrato a migliaia di persone un vaccino che si trova ancora nella fase 3 e che, pertanto, non è stato ancora approvato. Non è chiaro quante siano state le persone sottoposte al vaccino: Sinopharm, una compagnia cinese impegnata nella produzione di un altro vaccino, ha dichiarato che sono state qualche centinaia di migliaia; Sinovac, una compagnia di Pechino sostiene, invece, che più di 10000 persone lo hanno ricevuto nella stessa Pechino. La Cina è stata in assoluto il primo Paese a somministrare e distribuire un vaccino prima di superare tutte le fasi necessarie all’approvazione di un farmaco. Solo la Russia, prima della Cina aveva approvato un vaccino in anticipo rispetto alla fine della sperimentazione clinica, ma non è di certo stato distribuito. In Inghilterra, invece, il Financial Times riporta la decisione del Governo, insieme alla commissione scientifica, di infettare soggetti sani, ai quali è stato precedentemente inoculato il vaccino, per valutarne l’efficacia, così da accelerare sì la sperimentazione, ma rimanendo nei limiti della stessa, non distribuendolo quindi alla popolazione. In particolare, in Cina, sono stati somministrati due tipi di vaccino, entrambi sviluppati dal China National Biotec Group ed entrambi facenti parte della fase 3 della sperimentazione. Nonostante la naturale preoccupazione di studiosi e di ricercatori di tutto il mondo, Wu Yuanbin, un funzionario del Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia, ha precisato che le sperimentazioni in corso in Medio Oriente, hanno fin’ora dimostrato un buon livello di sicurezza e nessuna reazione avversa grave.

    Cina somministra vaccino prima della fine della sperimentazione
    Uno stand che promuove il vaccino Sinovac alla fiera di Pechino. Credits: New York Times

    Perché la somministrazione prematura in Cina del vaccino è pericolosa

    La Cina si difende da chi la accusa di aver fatto una mossa azzardata. Wang Junzhi, membro dell’Accademia cinese di Ingegneria, sostiene, infatti, che avendo dovuto affrontare per prima il nuovo coronavirus, la Cina ha rapidamente predisposto cinque percorsi tecnici per lo sviluppo di un vaccino. “Ciò” ha aggiunto Wang “è stato possibile in virtù dell’accumulo di capacità, tecnologia ed esperienza nello sviluppo di vaccini avvenuto in Cina nel corso degli anni”. Inoltre, le imprese cinesi che si stanno occupando della produzione dei vaccini, hanno firmato una serie di accordi di cooperazione con differenti istituzioni di vari Paesi, al fine di implementare gli studi clinici di fase 3, in conformità con le leggi e i regolamenti vigenti. Ad ogni modo, gli altri Paesi si dicono preoccupati della scelta della Cina di somministrare il vaccino non ancora approvato. Infatti, non si hanno certezze sull’effettiva funzionalità del vaccino, né eventuali effetti collaterali. Inoltre, le persone alle quali è stato somministrato il vaccino potrebbero sentirsi pericolosamente sicure di essere immuni al coronavirus. I vaccini cinesi nella terza fase sono 4 su 11: uno sviluppato dalla Sinovac Biotech Co. Ltd., che ha raggiunto la fase 3 di sperimentazione clinica in alcuni Paesi del Sud America e del Sud-est asiatico, in conformità con le leggi vigenti e un altro prodotto a partire da un adenovirus e sviluppato dall’Istituto di medicina militare dell’Accademia cinese delle Scienze Militari e dalla CanSino Biologics Inc., il quale ha ricevuto l’autorizzazione alla fase 3 di sperimentazione clinica in alcuni Paesi in Europa e in Asia.

    Interessi economici e la corsa contro l’America della Cina per la produzione di un vaccino

    Dal momento che la produzione del vaccino è una questione piuttosto delicata, alcune case farmaceutiche, come Pfizer e Moderna, hanno reso pubblici i protocolli sperimentali, per lavorare con assoluta trasparenza. Molti, sospettano che la mossa della Cina, sia stata un modo per anticipare gli altri Paesi, ma soprattutto l’America, nell’immissione sul mercato del vaccino. Il New York Times, infatti, sottolinea che le aziende americane si sono impegnate a rispettare tutti i protocolli e gli standard di sicurezza, nonostante le pressioni del presidente americano Donald Trump. Sembra che il vaccino cinese sia stato somministrato prima ai lavoratori di aziende controllate dallo stato, poi ai membri del governo e ai dipendenti delle aziende farmaceutiche che hanno prodotto i vaccini e ai loro familiari. Presto toccherà a insegnanti, a personale che lavora nei supermercati e a chi viaggia in aree rischiose.

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