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    Wu Lien-teh: il medico inventore della mascherina chirurgica

    Qualche giorno fa, il Doodle di Google ha ricordato il 142° compleanno di Wu Lien-teh. Molti si saranno chiesti chi fosse. E’ stato un medico malese, inventore della mascherina chirurgica. Ad oggi abbiamo diversi tipi di mascherine: chirurgiche, di stoffa, biodegradabili e chi più ne ha più ne metta. Ma grazie a Wu Lien-teh, medico cino-malesiano, oggi, abbiamo una protezione efficace contro l’attuale pandemia di covid. Nei paesi asiatici, poi, la mascherina era usata frequentemente anche prima della pandemia, poiché le città sono molto affollate e i cittadini la utilizzavano per tutelarsi da eventuali virus e malattie.

    Wu Lien-teh
    Doodle di Google per Wu Lien-teh – Credits: Google.it

    Chi era Wu Lien-teh?

    Il dottor Wu Lien-teh, inventore della mascherina chirurgica, nacque il 10 Marzo 1879 a Penang, in Malaysia. Suo padre e sua madre erano di origini cinesi, emigrati poi in Maysia. Wu Lien-teh fu il primo studente di medicina di orgini cinesi a studiare presso l’Università di Cambridge e il primo malesiano ad essere nominato per il premio Nobel per la medicina o la fisiologia nel 1935. L’accesso all’Università di Cambridge avvenne grazie ad una borsa di studio, la Queen’s Scolarship, che Wu Lien-teh vinse grazie alla sua spiccata intelligenza e dedizione agli studi.

    Una vita travagliata

    Il Dr Wu, dopo la laurea, scelse di andare in Cina con la sua famiglia. Qualche tempo dopo morì la sua prima moglie e due dei tre figli. Si risposò. Nel 1931 giunse l’invasione della Manciuria da parte del Giappone. In quel periodo Wu Lien-teh fu arrestato e detenuto perché ritenuto essere una spia. Quando il Giappone aveva ormai in pugno gran parte della Cina, Wu Lien-teh scappò in Malaysia. Tornato nella sua vecchia casa, realizzò che tutti i suoi libri di medicina antica erano stati bruciati. Nonostante ciò e nonostante le persecuzioni da parte del governo giapponese, non si arrese e continuo le ricerche in ambito scientifico.

    La scelta di far gestire a Wu l’epidemia di peste polmonare

    Nel Settembre del 1903, Wu voleva essere il primo studente ricercatore presso il centro di ricerca medica a Kuala Lumpur (capitale della Malaysia), ma le leggi del tempo permettevano di ricoprire cariche elevate solo a studenti britannici. Infatti, Kuala Lumpur allora era una colonia britannica. Egli, dunque, si dedicò allo studio di diverse malattie e infezioni: la beriberi, dovuta alla mancanza di B1 e l’ascaridiasi, una parassitosi. Nell’inverno del 1910 il Ministero degli Esteri della corte imperiale Qing lo inviò ad Harbin (città della Repubblica popolare cinese) perché una misteriosa malattia infettiva stava uccidendo il 99,9% dei contagiati. Era in corso un’epidemia di peste polmonare in Manciuria e Mongolia. Il Dr Wu riuscì ad ottenere il consenso per un’autopsia (cosa allora vietata) su una donna giapponese morta dopo aver contatto la malattia. Il dottore, grazie all’autopsia capì che la via di trasmissione dell’infezione era quella aerea.

    L’invenzione della mascherina chirurgica

    In quel momento Wu divenne l’inventore della mascherina chirurgica. Infatti, Wu Lien-teh mise a punto delle mascherine fatte con strati alternati di garze e cotone. Un medico francese Gérald Mesny, che fu incaricato di sostituire Wu, si oppose all’utilizzo della mascherina. Morì pochi giorni dopo a seguito dell’infezione da peste polmonare.

    inventore mascherina chirurgica
    Il dottor Wu Lien-Teh – Credits: Instagram @googledoodleofficial

    Immediatamente, sulla base del modello di Wu vennero prodotte circa 60000 mascherine, sotto la supervisione dello stesso Wu, ormai ufficialmente l’inventore della mascherina chirurgica. Quell’incredibile produzione di dispositivi di protezione tornò utile qualche anno più tardi per la nuova pandemia di colera. Si pensa che il modello di mascherine N95 sia proprio stato realizzato sulla base della prima mascherina ideata da Wu. Il medico cino-malese suggerì l’introduzione della quarantena, la disinfezione completa degli edifici e suggeriva di bruciare gli ospedali che si erano fatti carico dei malati di peste polmonare, per poi ricostruirli da capo. Inoltre, secondo lui era opportuno cremare i cadaveri delle vittime della peste polmonare. A seguito di queste decisioni l’epidemia fu sconfitta in brevissimo tempo.

    Leggi anche: In Cina nasce la città del futuro a prova di Covid

    I traguardi di Wu Lien-teh

    A Wu Lien-teh venne riconosciuta l’eccezionale capacità di gestione delle epidemie, tanto che si occupò anche di quella di colera che colpì la Cina Nord Orientale negli anni 20. Nel 1911 tenne anche un congresso, che durò 3 anni, sulla peste polmonare, a Shenyang, una provincia cinese, a cui parteciparono scienziati provenienti da tutto il mondo: America, Regno Unito, Irlanda, Francia, Austria, Italia, Olanda, Germania, Russia, Messico e Cina. Lì vennero confrontati dati, furono fatti esperimenti e ulteriori ricerche sull’epidemia di peste polmonare. Nel 1930 divenne il primo direttore del National Quarantine Service. Wu organizzò una raccolta fondi per cotruire la biblioteca Perak, ora biblioteca Tun Razak a Ipoh (Malaysia), una biblioteca che prestava libri gratuitamente. Wu destinò una parte delle donazioni alla biblioteca di Shangai e all’Università di Hong Kong. Si spense a causa di un ictus all’età di 80 anni a Penang, dove era nato.

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