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    Covid-19 e numeri in calo: i prossimi giorni sono quelli decisivi

    A due settimane dal ritorno in zona gialla, per quanto riguarda il Covid-19 i tutti i numeri sono in netto calo. È un’ottima notizia, perché oggi vediamo, grosso modo, la situazione di due settimane fa. Significa che abbiamo riaperto dentro un trend discendente: esattamente quello che ci vuole per sperare di scongiurare una nuova risalita.

    Scampato pericolo dunque? Non ancora. Però possiamo dire che per ora le cose stanno andando discretamente bene. Tra una settimana avremo una prima risposta, tra due il responso quasi definitivo sull’impatto della zona gialla. E se le cose andassero ancora bene, la crescente quota di vaccinati potrebbe davvero permetterci di mettere definitivamente alle spalle il tempo delle restrizioni. Ci giochiamo (quasi) tutto in questi 15-20 giorni.

    Covid-19 e numeri in calo

    Covid-19 e numeri in calo: l’andamento dei contagi

    I casi appaiono in netto calo. Ma al di là del trend più generale, la curva, ultimamente, si è fatta davvero molto interessante. Ricapitolando quanto abbiamo osservato in questi mesi, bene o male abbiamo osservato che la zona rossa provocava una discesa dei contagi, quella arancione una sorta di equilibrio mentre la gialla una risalita più o meno violenta. E infatti, puntualmente, a inizio aprile abbiamo avuto la fase di discesa più pronunciata (con quasi tutta Italia in zona rossa).

    Due settimane fa, invece, sembravamo avviati a una progressiva stabilità: giustamente, in concomitanza degli effetti del passaggio in arancione. Poi, però, qualcosa di nuovo. A partire dalla scorsa settimana, la curva è tornata a scendere con una velocità davvero notevole, praticamente pari a quella della zona rossa. E infatti la media mobile dei casi ogni giorno tocca il minimo da inizio 2021. Un andamento davvero difficile da spiegare alla luce di quanto osservato con costanza per tutti questi mesi.

    Cosa può aver generato questa inattesa quanto graditissima discesa? Sicuramente non i comportamenti degli italiani, ormai sempre più insofferenti alle norme anti Covid (e purtroppo inizia a essere comprensibile la cosa). Restano quindi due opzioni: la bella stagione e i vaccini. Se la primavera può aiutare permettendoci di stare all’aperto, la parte del leone la fanno però quasi certamente proprio i vaccini.

    Va comunque ricordato che i casi sono sì in discesa, ma pur sempre circa 10000 di media al giorno. Cioè il doppio di quei 5000 oltre i quali il contact tracing è impossibile da gestire. Giusto per restare con i piedi per terra e non abbandonarci troppo presto a comportamenti non prudenti.

    Covid-19 e numeri in calo

    Covid-19 e numeri in calo: l’andamento dei decessi

    Capitolo decessi: sono ancora troppi (e sempre lo saranno fino a quando ne avremo) ma sono in netta discesa. Nulla di strano: i casi scendono e gli anziani sono quasi tutti vaccinati. Il punto non è se il dato scende, ma quanto velocemente lo farà. Considerando però tutti i ritardi di notifica delle regioni, non vale la pena fare troppi calcoli. È possibile che entro fine mese scenderemo sotto i 100 morti al giorno, e che entro giugno saranno quasi del tutto azzerati.

    Covid-19 e numeri in calo

    L’effetto dei vaccini in Israele e UK e i nostri numeri

    A proposito dei vaccini: come se la passano Israele e Regno Unito? I primi hanno riaperto di tutto e di più da due mesi, eppure hanno in media 1 morto e 50 casi al giorno (contro i 100 morti e 10000 casi di gennaio) con il 60% di vaccinati. Il Regno Unito ha riaperto con il 50% di persone con almeno una dose e circa 2000 casi al giorno.

    A quasi un mese di distanza, hanno praticamente azzerato i decessi e i casi sono sempre bassi e stabili. Insomma, Regno Unito e Israele ci suggeriscono, ogni giorno di più, che con metà popolazione vaccinata i decessi praticamente si azzerano e i nuovi casi crollano in modo impressionante, con le aperture che non hanno avuto nessuna conseguenza negativa. Non sono ancora del tutto fuori dalla pandemia, ma sembrano esserci molto vicini. Noi dovremmo raggiungere entro metà giugno il 50% di italiani vaccinati: ecco perché scongiurare una risalita dei casi ora è di fondamentale importanza.

    Passando invece all’Italia, abbiamo finalmente iniziato a toccare le 500k dosi al giorno. Il dato non è ancora stabile, la media in realtà è ancora intorno alle 450k, ma comunque l’accelerazione è evidente e il ritmo tutto sommato discreto. Un quarto degli italiani ha avuto almeno una dose ed entro giugno la cifra dovrebbe raddoppiare: con calma e con prudenza, ma è lecito cominciare a pensare che potremmo essere davvero non troppo lontani dalla svolta decisiva di questo incubo.

    A cura di Alessandro Aimasso

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