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    “Essere omosessuale è contro natura!” Pregiudizio o verità biologica?

    banana e melanzana rappresentano l'amore omosessuale

    La persona omosessuale è ancora oggi tristemente osservata con curiosità mista a pregiudizio, come aberrazione del naturale status quo. Si dice che la società non abbia ancora accettato l’omosessualità e si parla di abolizione della discriminazione: pari diritti, equità di trattamento e, finalmente, pieno rispetto. Siccome la società siamo noi, spetta ad ognuno smantellare le proprie credenze, spesso solide quanto castelli di carta. Iniziamo quindi a capire, lasciando a Darwin quel che è di Darwin.

    rappresentazione dell'evoluzione tramite sagome di scimmie e ominidi
    L’amore è solo volto alla conservazione della specie?

    L’amore esiste per procreare, tutto il resto è contro natura

    Mi è capitato di scontrarmi con persone convinte che l’amore omosessuale sia aberrante perché non volto alla procreazione. Il giudizio, pronto sulla punta delle loro lingue, è piombato nella stanza in tutta la sua gravità: “se fossimo tutti gay e lesbiche l’essere umano sarebbe già estinto.”
    Posto che sia molto triste ridurre l’amore umano a un mero fatto di sussistenza della specie nonché atto meccanico, l’affermazione sopra è vera solo dal punto di vista logico. L’amore tra animali è ben più ricco e variegato e i meccanismi dell’evoluzione hanno poco a che fare con i quantificatori tutti o nessuno. Se proprio vogliamo dimenticare la sfera psicologica della persona e vogliamo giocare ad essere Darwin appellandoci a Madre Natura, facciamolo con serietà. Noi, piccoli etologi, scopriremo che il mondo animale ci smentisce ampiamente.

    Omosessuale è naturale

    Il mondo animale è ricco di specie che esibiscono un comportamento omosessuale. Gli animali usano il sesso per soddisfare bisogni diversi dalla procreazione: dal semplice piacere all’avanzamento sociale. Gli scienziati sostengono che molte specie esibiscono comportamenti sessuali diversi dal canonico rapporto etero, comportamenti che non vanno affatto contro la teoria darwiniana .

    l'amore omosessuale è naturale
    L’amore è espressione della vita: non c’è bisogno di trovare giustificazioni biologiche alle sue forme

    Parenti stretti: i Bonobos

    Osserviamo una specie a noi molto vicina: i Bonobos. Questi primati sono straordinariamente attivi dal punto di vista sessuale, al punto tale che la copulazione è detta in gergo Bonobos handshake (stretta di mano dei Bonobos). Il comportamento osservato è bisessuale. Avvengono regolarmente rapporti etero, tra soli maschi o sole femmine. Addirittura sono stati osservati episodi di masturbazione reciproca fra esemplari dello stesso sesso. Secondo gli etologi il sesso aiuta i Bonobos a cementificare i legami sociali. Giovani esemplari si “coccolano” a vicenda o interagiscono sessualmente con maschi dominanti per ampliare le proprie possibilità di scalare la gerarchia sociale del gruppo. Le motivazioni però non finiscono qui: i Bonobos mostrano piacere durante le pratiche sessuali. Gli studiosi sostengono che la ricerca della gratificazione senza secondi fini sia una delle cause sottostanti i comportamenti sessuali, esattamente come per gli esseri umani. A sostenere questa tesi, c’è anche l’abitudine delle femmine di accoppiarsi con Bonobos maschi durante i periodi di infertilità.
    Come i Bonobos, anche i Machachi giapponesi sembrano cercare piacere e legami sociali attraverso una fitta attività sessuale.

    Non solo bisessuali

    Qualcuno potrebbe obiettare che il comportamento bisessuale lascia comunque spazio alla riproduzione grazie ai rapporti maschio-femmina. Effettivamente, però, esiste una specie strettamente omosessuale al pari dell’essere umano: la pecora domestica. In un gregge di pecore fino all’8% degli esemplari maschi preferisce altri maschi, nonostante la disponibilità di femmine fertili. Nel 1994 un neuroscienziato ha scoperto che gli esemplari omosessuali hanno l’ ipotalamo di dimensione minore. L’ipotalamo è una ghianadola del cervello che controlla e integra i meccanismi autonomi periferici, molte funzioni somatiche (termoregolazione, sonno-veglia, l’assunzione di cibo, l’equilibrio idrosalino) e l’attività endocrina, quindi anche il rilascio di ormoni sessuali. Questa stessa differenza dimensionale è stata più tardi riscontrata anche tra uomini etero e uomini gay: era il 1991 e lo scienziato era Simon LeVay.

    Anche Darwin è d’accordo

    Il comportamento puramente omosessuale della pecora domestica può sembrare evoluzionisticamente disastroso, ma una spiegazione esiste. Sembra che lo stesso gene che rende un esemplare omosessuale aumenti il desiderio di accoppiarsi delle femmine e le renda più fertili. Addirittura, pare che le sorelle di individui omosessuali riescano a dare alla luce più prole. Di fatto, quindi, l’omosessualità giova all’evoluzione.
    In termini più generali, per altro, si è osservato che gli animali fanno sempre più sesso del necessario e quindi hanno più prole del necessario perché è facile che i cuccioli muoiano prima di riprodursi a loro volta. Pertanto, ogni gene che possa aumentare la voglia di attività sessuale persisterà in quanto evoluzionisticamente vantaggioso.

    La linea di confine

    Oltre alle specie sopra citate, ve ne sono altre a manifestare comportamenti bisessuali: il moscerino della frutta, gli Albatross Laysan dell’isola di Oahu (Hawaii) e i tursìopi (“Delfini dal naso a bottiglia” in inglese)…giusto per citarne alcune.
    In ogni caso è difficile parlare di omosessualità in senso umano. L’articolo vuole solo essere una provocazione agli evoluzionisti improvvisati che giustificano le proprie idee appellandosi a Madre Natura e null’altro. Esiste una bottom line imprescindibile che va oltre qualsiasi spiegazione biologica: il nostro essere umani. Nel mondo scientifco, diversi studiosi hanno manifestato il proprio scietticismo riguardo la ricerca di una giustificazione biologica all’amore omosessuale tra uomini.

    mani formano la scritta LOVE con il mare come sfondo
    Love

    Spunti di riflessione

    Le critiche mosse a questo tipo di approccio hanno una natura piscologia e filosofica. Innanzitutto, non possiamo sapere con certezza se gli animali non umani abbiano menti o solo cervelli. Inoltre, anche se avessero una mente potrebbero comunque non avere esperienza dello stato mentale omosessuale come da noi inteso. Uno stato sessuale e il comportamento conseguente è spesso erroneamente identificato con uno stato sessuale mentale e il comportamento annesso. Queste preoccupazioni intorno alla riduzione dell’omosessualità umana alla mera biologia ed etologia aprono tematiche delicate e non è certo questa la sede per approfondirle. E’ questa però l’occasione di ricordare l’importanza del rispetto. Rispetto per l’amore in tutte le sue forme, manifestazioni e tra qualsiasi specie vivente sulla Terra.

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