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    Aterosclerosi: la malattia dei vasi sanguigni

    “Il Covid-19 continua a mietere le sue vittime, ma le malattie cardiovascolari restano nettamente la prima causa di morte in Italia, con 240mila decessi ogni anno e 7,5 milioni di persone che nel nostro Paese hanno a che fare con problematiche legate alla salute del cuore”.

    Giovanni Esposito, direttore della Cardiologia, Emodinamica e dell’Utic dell’Azienda ospedaliera
    Università Federico II di Napoli e presidente eletto del Gise

    L’aterosclerosi è una malattia cronica su base infiammatoria del sistema vascolare che in particolare colpisce le arterie di grande e medio calibro. Da un punto di vista terminologico, il termine “aterosclerosi” deriva dal greco e si riferisce alla duplice componente che caratterizza questa malattia dei vasi: da un lato l’indurimento e l’ispessimento della loro intima (lo strato più interno del vaso) e dall’altro l’accumulo di materiale lipidico che caratterizza queste lesioni tipiche.

    Cenni anatomici dell’apparato cardiovascolare

    Esistono tre tipi di vasi sanguigni: i capillari, le vene e le arterie. I capillari, i vasi a più piccolo calibro, sono costituiti da un endotelio che poggia sulla lamina basale; la loro funzione è quella di veicolare le sostanze nutritive e recuperare i prodotti del metabolismo cellulare. Le vene e le arterie, invece, sono costituite da tre tuniche: intima, media e avventizia e hanno la funzione di trasportare il sangue (deossigenato e ossigenato, rispettivamente).

    Malattie come l’ictus cerebrale e l’infarto del miocardio sono strettamente correlate al processo aterosclerotico che colpisce le arterie. L’accumulo di grasso (prevalentemente colesterolo) nello strato più interno dei vasi arteriosi, determina dei danni che interferiscono con il corretto apporto sanguigno (e di sostanze nutritive) a uno o più distretti dell’organismo.

    rischio di infarto

    La placca ateromatosa

    Nello strato più interno del vaso arterioso l’accumulo di grasso determina la formazione della “placca”, definita anche ateroma. Le strie lipidiche che si formano diventano sempre più organizzate e complesse, formando il cappuccio fibrotico che nel tempo può andare incontro ad erosione. La situazione si complica perché accompagnata dall’attivazione dei meccanismi della coagulazione e dagli insulti che l’endotelio riceve, sfociando nella fase cosiddetta “lesione complicata“. Questa fase rappresenta l’evento più nefasto nell’evoluzione dell’aterosclerosi (che porta alla la rottura della placca) e spesso si verifica in modo estremamente rapido.

    La rottura della placca determina, infatti, l’esposizione del materiale interno al torrente circolatorio e l’innesco dei meccanismi di coagulazione che porteranno all’apposizione del trombo. La presenza del trombo potrà determinare un’ostruzione completa del vaso e la manifestazione clinica più acuta e drammatica, ovvero l’ischemia e morte cellulare delle cellule del territorio a valle del vaso.

    Fattori di rischio dell’aterosclerosi

    • Elevati livelli ematici di colesterolo LDL e i bassi livelli di colesterolo HDL;
    • condizioni di ipertensione arteriosa;
    • diabete mellito;
    • sindrome metabolica (associata all’obesità);
    • l’iperespressione dei marcatori dell’infiammazione (es. PCR, la proteina C reattiva);
    • l’aumentata produzione di omocisteina (iperomocisteinemia);
    • il fumo di sigaretta;
    • una non corretta alimentazione;
    • l’inattività fisica;
    • il consumo di alcool.

    Tra i fattori di rischio non modificabili ci sono l’età, il sesso maschile e la predisposizione genetica. La storia familiare gioca un ruolo importante: avere in famiglia un parente di primo grado che sia morto per cardiopatie ischemiche (a un’età inferiore ai 55 anni se è di sesso maschile o inferiore ai 65 anni se è di sesso femminile) è fondamentale per costruire la storia clinica di un soggetto.

    Sintomi e segni dell’aterosclerosi

    Sono tanti i sintomi associati alla malattia, che si complicano con l’avanzare dell’età (alcune alterazioni possono essere anche del tutto asintomatiche nell’età giovanile). Tra i più comuni ci sono il dolore al petto, i crampi alle gambe durante la deambulazione, dolori addominali con crampi. Altri sintomi che possono comparire sono il formicolio (alle mani, ai piedi, alle gambe o alle braccia) e la sindorme di Raynard (uno spasmo dei vasi sanguigni che determina riduzione del flusso sanguigno).

    Alcuni accorgimenti protettivi

    • Un’alimentazione sana ricca di fibre, frutta e verdura;
    • Evitare i grassi animali e l’eccesso di carboidrati;
    • Assumere del vino, in quantità limitate;
    • Non assumere elevate quantità di alcol;
    • Effettuare attività fisica regolarmente.

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