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    L’orca più sola del mondo continua a soffrire: riusciremo a salvarla?

    L’orca più sola del mondo si chiama Kiska e soffre terribilmente rinchiusa nel parco MarineLand in Canada. A nulla servono gli appelli degli enti animalisti; neppure una raccolta firme è riuscita a liberare Kiska dall’agonia. Dall’anno scorso oltre 400 mila persone hanno firmato una petizione per Kiska eppure l’orca continua a soffrire.

    L’orca più sola del mondo si chiama Kiska e soffre terribilmente rinchiusa nel parco MarineLand in Canada. A nulla servono gli appelli degli enti animalisti; neppure una raccolta firme è riuscita a liberare Kiska dall’agonia. Dall’anno scorso oltre 400 mila persone hanno firmato una petizione per Kiska eppure l’orca continua a soffrire.L’orca più sola del mondo si chiama Kiska e soffre terribilmente rinchiusa nel parco MarineLand in Canada. A nulla servono gli appelli degli enti animalisti; neppure una raccolta firme è riuscita a liberare Kiska dall’agonia. Dall’anno scorso oltre 400 mila persone hanno firmato una petizione per Kiska eppure l’orca continua a soffrire.
    Immagine ottenuta dal video pubblicato da Phil Demers (canale YouTube)

    MarineLand: per le associazioni è un inferno

    Il parco, fondato in Ontario, conserva circa 4.000 animali terrestri e marini. John Holer, proprietario di Marineland, ha tristemente guadagnato negli anni il disprezzo da molte associazioni animaliste.
    Le controversie che coinvolgono il parco sono moltissime. Diverse accuse dimostrano che John Holer ha catturato illegalmente cetacei e manifesta insensibilità nei riguardi dello stato fisico e mentale degli animali rinchiusi. Ha inoltre sparato ad un cucciolo di cervo privo di eutanasia ed abbattuto i due Labrador Retriever del vicino di casa. Ex dipendenti del parco hanno inoltre denunciato che diversi animali hanno contratto malattie a causa dell’acqua contenuta nelle vasche.

    Il 10 maggio 2016, MarineLand ha mosso causa contro il regista Zach Affolter per impedire l’uscita del suo documentario “Black Water”. Il film intende sensibilizzare sulle condizioni degli animali posti in cattività con particolare attenzione verso i cetacei. Per il parco il film contiene video girati illegalmente e pretende un risarcimento di 1 milione di dollari canadesi per violazione della proprietà intellettuale. Ad oggi il regista continua a difendere il suo documentario la cui uscita è sospesa fino alla risoluzione della causa.

    L’orca più sola del mondo è rinchiusa da 40 anni

    Sono ormai passati 40 anni da quando Kiska divenne parte di MarineLand. L’animale è stato catturato nelle acque islandesi e portata nel parco canadese. Kiska ha visto sparire gli altri esemplari della sua specie compresi i suoi figli e dal 2011 vive nella più angosciante solitudine. L’orca più sola del mondo da lungo tempo alterna atteggiamenti autolesionistici a periodi in cui resta immobile, atteggiamento riscontrato anche in altre orche sofferenti in cattività.

    Gli animali all’interno di parchi e zoo vanno stimolati e non abbandonati a sé stessi. Questa mancanza da parte di MarineLand consegue un fortissimo stress che attanaglia Kiska. Rob Lott del Whale and Dolphin Conservation parla di stress cronico. Il dolore non è però limitato alla mente, difatti la depressione abbassa il sistema immunitario e compromette la salute fisica: animali in simili condizioni si sono ammalati e alcuni sono anche morti.

    I terribili filmati dell’orca più sola del mondo

    L’orca più sola del mondo è la protagonista di terribili filmati che ne mostrano la cruda sofferenza. Già lo scorso anno invase il web il video di Kiska con atteggiamenti autolesionisti. L’animale sbatte con violenza la testa contro i vetri della vasca.

    Kiska sta sempre peggio e MarineLand sembra importarsene poco. Phil Demers, ex addestratore di mammiferi marini del parco canadese, ha pubblicato personalmente un nuovo video di Kiska sui suoi canali Twitter e Instagram. La scena si ripete: l’orca più sola del mondo si avvicina alle pareti della vasca e colpisce i vetri con il capo. È ovvio che tale atteggiamento sia dovuto al forte stress e all’insopportabile sofferenza.

    Il video di Phil Demers è ricondiviso da diverse persone e associazioni, tra cui la Animal Justice. Quest’ultima è tra le maggiori associazioni animaliste canadesi che lotta per i diritti degli animali. Sul sito dell’associazione leggiamo:

    “Il Canada ha alcune delle peggiori leggi sulla protezione degli animali nel mondo occidentale e la nostra missione è quella di rivedere il sistema legale, riflettendo meglio sui valori del nostro Paese di compassione e giustizia per tutti”.

    L’associazione ha preso a cuore il caso Kiska e dichiarano di aver inviato il video agli enti competenti per indagare sullo stato fisico e mentale dell’animale.

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